Proposta di budget Usa, quando Trump copia Juncker c’è da ridere o da piangere?
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Quando, quasi quattro anni or sono, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ebbe l’idea di un piano per rilanciare l’economia e l’occupazione europee,  molti reagirono con sorrisini di sufficienza: prospettò 315 miliardi di euro d’investimenti nell’arco di tre anni, mobilitando però meno di 20 milioni di euro comunitari (il rapporto era di uno a 18).

Dove voleva andare Juncker, mettendoci così pochi soldi? Era proprio quello il volano per accelerare la crescita e creare posti di lavoro? Merito, o meno, del “piano Juncker”, 40 mesi dopo, l’Unione, sia pure in modo discontinuo e disomogeneo, ha fatto passi avanti ed è fuori dalla crisi.
Adesso che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riprende, con dimensioni americane, l’idea di Juncker e annuncia un piano per le infrastrutture che mobiliterà da 1500 a 1800 miliardi di dollari in dieci anni, partendo da 200 milioni di miliardi pubblici (federali e statali: il rapporto è di uno a nove), c’è da chiedersi se sorridere anche di Trump o se, piuttosto, rivalutare Juncker. Ieri, alla Casa Bianca è stato il giorno dei numeri. Scrive sull’Ansa Claudio Salvalaggio: “Davanti ad una platea di sindaci e governatori, Trump ha svelato l’atteso piano per rinnovare le ‘fatiscenti’ infrastrutture americane,

 » FONTE: Il Fatto Quotidiano – Leggi tutto >>