I Cinque Stelle e le questioni immorali
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Piccola avvertenza che, per ragioni poco chiare, pare essere sempre necessaria per questi pezzi: non ho mai votato Cinque Stelle e non ho intenzione di votarli il 4 marzo. Ma nonostante questo – e andiamo al punto – trovo che sia piuttosto assurda l’indignazione e lo scandalo che riguarda le ultime vicende del Movimento, cioè il fatto che alcuni parlamentari ricandidati non hanno versato quanto promesso del loro stipendio a un fondo di sostegno per le piccole imprese.

Il merito della vicenda mi interessa poco. Si sarebbe potuto risolvere nel modo in cui gli altri partiti hanno trattato gli eletti morosi, che non hanno girato al partito quanto promesso del proprio stipendio (tipo Piero Grasso al Pd): basta mandare una letterina e sollecitare la regolarizzazione pena sanzioni future. Ma la campagna contro i Cinque Stelle su questo rivela – ancora una volta – il cortocircuito che causano negli altri partiti. E spiega perché il consenso a Luigi Di Maio sia così elevato nonostante un programma economico palesamente inapplicabile e un messaggio politico complessivo in continua evoluzione (e contraddizione).

Su rimborsi, parlamentarie, candidature discutibili e tutto il resto dal punto di vista degli altri partiti,

 » FONTE: Il Fatto Quotidiano – Leggi tutto >>