Giulio Regeni, la famiglia: “Ambasciatore inviato sei mesi fa per scoprire la verità. Missione fallita”
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Insistono su “un immediato cambio di rotta” nelle indagini, perché “le atrocità commesse dal governo egiziano, a dispetto della volontà di alcuni, non sono state dimenticate, non solo dal ‘popolo giallo’ ogni giorno più numeroso, ma dalle centinaia di altre famiglie che hanno subito e subiscono continuamente le sparizioni forzate dei loro cari”. E la famiglia di Giulio Regeni, a sei mesi dalla decisione del governo di rinviare l’ambasciatore d’Italia al Cairo Gianpaolo Cantini dopo l’omicidio di Giulio, parla di “fallimento” della missione a lui affidata che “doveva consentire il raggiungimento della verità processuale su ‘tutto il male del mondo’ inferto su nostro figlio”. E ritengono prioritaria “l’immediata consegna dei video della metropolitana” e “la concertazione di una strategia investigativa” comune tra Egitto e Italia.

“Noi, e con noi tutti quelli che in ogni angolo del mondo hanno a cuore la Verità sul sequestro, le torture e la morte di nostro figlio Giulio – dice la famiglia Regeni insieme al proprio legale Alessandra Ballerini – temevamo che questo gesto sarebbe stato interpretato come una resa incondizionata a quel potere che ha annientato Giulio (torturato e ritrovato morto al Cairo il 3 febbraio 2016,

 » FONTE: Il Fatto Quotidiano – Leggi tutto >>