Perché Zuckerberg è finito pesto su Wired
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“È stato un anno difficile”. Così Mark Zuckerberg aveva commentato i risultati del 2017, nonostante profitti e utili record. E visto come è iniziato il 2018, i prossimi mesi lo saranno ancora di più. L'immagine che più rende l'idea è quella con cui l'edizione americana di Wired ha deciso di aprire il numero di marzo: Zuckerberg indossa la sua solita maglietta grigia, ma ha il viso tumefatto, un cerotto accanto all'occhio destro, il labbro ferito.

Sua maestà è sceso dal trono per salire su un ring. I primi colpi sono arrivati con le elezioni americane e l'accusa di aver inciso sul voto diffondendo notizie false. Facebook ha prima negato, poi ammesso. E ha infine deciso di impegnarsi per limitare la circolazione delle bufale. Le soluzioni, però, non sono arrivate. Il tasto che segnala i post come “discutibili” non sembra sortire gli effetti sperati.

Dallo scontro coi media al caso Unilever

E così Zuckerberg, incapace di indicare una soluzione tecnologica che distingua ciò che è attendibile da quello che non lo è, ha deciso di penalizzare chiunque: il nuovo algoritmo favorisce le persone e dà meno evidenza ad aziende ed editori (anche per costringerli a pagare in cambio di visibilità).

 » FONTE: AGI.IT – Leggi tuttu >>