Lo snowboard da beffa e il tweet malizioso di Lindsey. Diario olimpico del 14 febbraio
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Pianti e risate. Gli atleti a cinque cerchi. Piangono, subito dopo la gara, e ridono di nuovo, subito dopo. Piangono e ridono, alla premiazione. Piangeranno e rideranno ancora, magari fino alla prossima Olimpiade. Mentre ridono soltanto, e spassionatamente, istintivamente, platealmente, genuinamente, i giovanissimi tifosi sudcoreani schierati in tribuna in a PyeongChang mentre qualcuno, più anziano, gli indica Kim Jong-un, che passeggia sventolando una improbabile bandierina. Non è il vero dittatore nordcoreano che tiene divise le due Coree e terrorizza il mondo con un dito premuto sulla bomba nucleare. E’ un imitatore. Ma quel risata vale più di qualsiasi trama diplomatica, di qualsiasi blocco, di qualsiasi sezione più o meno violento. “La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà”, risale agli antichi latini ed è sempre moderna.

Dal disastro allo sprint d’oro

Raramente si vede un atleta incassare così male la sconfitta, con la mascella serrata, il capo chino, gli occhi che vagano, i pugni stretti. Raramente il secondo si vede soffiare l’oro olimpico da sotto il naso con una prova assolutamente superba. Il giapponese Ayumu Hirano è stato sfortunato: perché queste cose nell’ultima run di snowboard succedono, e perché nell’half pipe quei due double Cork 1440 consecutivi,

 » FONTE: AGI.IT – Leggi tutto >>