Banche, le incognite della marcia del Credito Valtellinese verso la maxi ricapitalizzazione a cavallo delle elezioni
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Sarà interessante capire in quali tasche finiranno davvero le azioni del maxi aumento di capitale del Credito Valtellinese che partirà lunedì 19 febbraio e si concluderà l’8 marzo. Il successo dell’operazione è determinante non tanto per un ipotetico rilancio dell’istituto, quanto piuttosto per evitare che venga posto in risoluzione, schiacciato dall’enorme massa di crediti in sofferenza (4 miliardi, il 25% degli impieghi) e da perdite sempre più consistenti (332 milioni di rosso sulla base dei risultati preliminari del 2017). La richiesta di 700 milioni al mercato, vale a dire sette volte la capitalizzazione di Borsa dell’istituto, è la mossa della disperazione con cui il management tenta di salvare il salvabile (e soprattutto se stesso) giocando anche d’anticipo rispetto alle richieste della vigilanza.

In questi anni la crisi del Valtellinese si è sviluppata quasi sotto traccia e le denunce degli azionisti di minoranza – che segnalavano palesi conflitti d’interesse, presunte irregolarità e gravi problemi di governance – non hanno trovato ascolto, tanto che tutti gli esponenti aziendali e i membri del collegio sindacale sono rimasti saldamente al loro posto. Un chiaro segno che l’autorità di controllo (la Banca d’Italia nel caso del CreVal) non ha ritenuto che “la loro permanenza in carica sia di pregiudizio per la sana e prudente gestione della banca”.

 » FONTE: Il Fatto Quotidiano – Leggi tutto >>